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La luce nel buio: obbligati a riflettere

  • Writer: Andrea
    Andrea
  • Apr 13, 2020
  • 2 min read

Updated: May 30, 2020

I grandi cambiamenti portano sempre a riflettere, specialmente quando generano sofferenza. La perdita della libertà, della sicurezza, delle persone care, portata dal coronavirus, non può che far riflettere. In questo periodo siamo tutti più propensi all’introspezione, al viaggio interiore tra i sentimenti. Non è un viaggio piacevole, la nostra nave non approda alle isole paradisiache dei Caraibi, viaggia, invece, per mari oscuri. A tratti naviga lenta nella bonaccia della quotidianità diventata ormai monotona, per poi essere travolta improvvisamente da violente tempeste di sentimenti. Siamo colpiti da ondate di tristezza per le persone care che abbiamo perso, di paura per il futuro incerto, di oppressione e soffocamento per la mancanza di libertà. E’ facile affondare in questi mari, come purtroppo conferma lo sconcertante dato sull’aumentato tasso di suicidi.


Le tempeste di rimpianto per ciò che abbiamo perso, però, portano con sé un grande insegnamento. Quello di essere grati per le tante belle cose della vita come il cibo, l’acqua, un tetto sopra la testa, la libertà, il comfort, lo sport e le persone care che ci stanno attorno. Ci capita troppo spesso di dare tutto questo per scontato, nelle giornate passate tra lo stress e il nervosismo, e finiamo per permettere a futili contrattempi di portarci via il sorriso. Già su questo si potrebbe riflettere parecchio, ma anche su molto altro. Il fatto stesso di fermarsi forzatamente a riflettere potrà sembrare un dono se visto da una prospettiva diversa. Pensare è una grande risorsa, il ragionamento è ciò che ci rende esseri umani. Troppo spesso nella vita quotidiana, presi dai suoi ritmi incessanti, seguiamo meccanicamente le rotaie di una routine consolidata che non lascia il giusto spazio alla riflessione. E’ vero, il pensiero tende a seguire rotte pericolose di questi tempi, ma se avremo la forza di resistere alla bufera, potrebbe condurci verso lidi inattesi.


Dove arriveremo? Beh questo dipende dall’individuo. Ognuno di noi troverà risposte diverse, in base alle proprie esperienze ed inclinazioni. Alcuni potrebbero riscoprire passioni abbandonate. Altri capiranno quali sono i valori della vita, quelli a cui dare massima importanza. Altri ancora si renderanno conto che ci sono cose nella propria vita che vogliono cambiare; e che possono cambiare. Un altro grande insegnamento di quest’epoca drammatica è che nulla è immutabile. Non ci sono stili di vita, modelli economici o di lavoro che il tempo non possa distruggere. Il nostro modo di vivere, la routine fissa e apparentemente inderogabile che abbiamo seguito fino a poco tempo fa, è cambiata radicalmente e ci mostra che niente è assoluto. Tutto può cambiare e non sempre e solo in peggio. Si può anche migliorare. Magari questa crisi indicherà a qualcuno la via per portare un po’ più di giustizia nel mondo.


"Viaggio per mare" di Riccardo Pedroni - Tempere su legno. 18 x 16,5 cm

Quale risposta trarremo dipende dalla personalità di ognuno di noi. Non importa, quel che importa è farsi domande. Si, perché gli aspetti più duri di questa crisi non li possiamo evitare, quindi aggrappiamoci a quanto di buono ci offre: riflettiamo! Non importa a cosa, ma pensiamo! Così, se la nave dei nostri pensieri saprà resistere alla tempesta, chissà, forse un giorno arriverà a quell’isola vergine dove risiedono i nostri sogni irrealizzabili.

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